Ridurre la plastica? Sì, grazie ai mezzi pubblici!

Un articolo realizzato in collaborazione con aBetterPlace

Dall’archivio delle collaborazioni di Villaggio Saggio

Questo articolo nasce dalla collaborazione tra Villaggio Saggio e aBetterPlace, realtà che applica le scienze comportamentali e il nudging per accompagnare persone, organizzazioni e comunità verso decisioni capaci di produrre un impatto positivo.

Abbiamo scelto di conservarlo mantenendo il taglio e lo stile con cui era stato originariamente pensato. A distanza di alcuni anni, infatti, il tema rimane attuale e rappresenta bene una delle domande che hanno unito le nostre esperienze: come possiamo rendere più semplici e immediate le scelte sostenibili nella vita quotidiana?

aBetterPlace continua oggi a lavorare proprio sull’applicazione delle scienze comportamentali in ambiti che comprendono sostenibilità e ambiente, educazione, Terzo Settore, enti pubblici e comunità.

Il grande nemico dell’ambiente: la plastica

La plastica accompagna una parte enorme delle nostre azioni quotidiane. È funzionale, versatile, economica e proprio queste caratteristiche ne hanno favorito una diffusione straordinaria negli ultimi decenni.

La crescita della produzione ha però generato un problema altrettanto grande: cosa accade alla plastica quando smettiamo di utilizzarla?

I dati che avevano accompagnato originariamente questo articolo mostravano già con chiarezza le dimensioni del fenomeno. Una quota molto limitata della plastica prodotta nel mondo veniva effettivamente riciclata, mentre una parte consistente finiva nelle discariche o dispersa nell’ambiente.

Le conseguenze coinvolgono il suolo, l’aria, i corsi d’acqua e gli ecosistemi marini e rendono evidente la necessità di intervenire sia sul consumo sia sui comportamenti legati al recupero dei materiali.

Ripensare il futuro della plastica significa quindi anche capire come favorire comportamenti capaci di ridurne l’impatto.

Ed è proprio qui che entrano in gioco le scienze comportamentali.

Riciclare la plastica: cosa ci dice la Behavioral Economics

Decidere dove gettare un rifiuto è un’azione apparentemente semplice. In realtà comporta una piccola sequenza di decisioni: riconoscere il materiale, individuare il contenitore corretto, raggiungerlo e scegliere di utilizzarlo.

La Behavioral Economics studia proprio il modo in cui prendiamo decisioni e ci aiuta a comprendere perché anche comportamenti che consideriamo razionalmente corretti non vengano sempre messi in pratica.

Nel caso del riciclo entrano in gioco diversi meccanismi.

Il primo riguarda quello che possiamo definire costo della risposta. Separare correttamente un rifiuto richiede tempo, attenzione e un piccolo investimento di energia. Più un comportamento appare complesso, meno facilmente tenderemo a realizzarlo.

Esiste poi il peso delle norme sociali. Osservare altre persone che effettuano correttamente la raccolta differenziata rende quel comportamento più naturale e condiviso. Il comportamento del gruppo contribuisce quindi a orientare anche quello individuale.

Un altro elemento riguarda la distanza temporale tra azione e risultato. Riciclare una bottiglia produce un beneficio ambientale reale, ma quel beneficio spesso non è immediatamente visibile. Noi esseri umani tendiamo invece ad attribuire maggiore valore alle conseguenze che possiamo percepire subito.

Da qui nasce una domanda interessante: possiamo rendere immediatamente percepibile il beneficio di una scelta sostenibile?

Quando una bottiglia diventa un biglietto

In diverse città del mondo è stata sperimentata una soluzione semplice: trasformare la bottiglia di plastica in qualcosa che possiede immediatamente un valore.

In alcuni sistemi di trasporto pubblico, conferire bottiglie negli appositi raccoglitori permette infatti di ottenere crediti, sconti o biglietti.

Esperienze di questo tipo sono state realizzate, con modalità differenti, a Pechino e Surabaya e sono arrivate anche in Italia.

A Roma il progetto “+Ricicli +Viaggi” ha permesso di accumulare crediti destinati all’acquisto di titoli di viaggio attraverso il conferimento di bottiglie PET. Nei primi mesi dell’iniziativa furono raccolti milioni di contenitori, mostrando quanto un incentivo semplice e immediatamente comprensibile potesse incidere sui comportamenti.

Il meccanismo è particolarmente interessante perché mette insieme più obiettivi.

La bottiglia viene recuperata e avviata al riciclo, la persona riceve un vantaggio immediato e, nello stesso tempo, viene incentivato l’utilizzo del trasporto pubblico.

Il beneficio ambientale, che normalmente può apparire distante e astratto, diventa quindi vicino, concreto e quantificabile.

Progettare meglio le nostre scelte

È questo forse l’aspetto più interessante degli esempi raccontati in questo articolo.

La sostenibilità dipende certamente dalla disponibilità delle persone a modificare le proprie abitudini, ma dipende anche dal modo in cui progettiamo gli ambienti, i servizi e le possibilità di scelta.

Quando un comportamento virtuoso diventa semplice, comprensibile e immediatamente gratificante, aumenta anche la probabilità che venga adottato.

Le scienze comportamentali permettono quindi di osservare il problema ambientale da un punto di vista differente: non limitarsi a chiedere alle persone di comportarsi meglio, ma creare condizioni che aiutino concretamente a prendere decisioni migliori.

Ed è proprio questa prospettiva che aveva reso interessante, già nel 2021, l’incontro editoriale tra Villaggio Saggio e aBetterPlace.


Villaggio Saggio × aBetterPlace

Questo articolo fa parte dei contributi nati dalla collaborazione tra aBetterPlace e Villaggio Saggio.

aBetterPlace è oggi una Società Benefit e una rete di professionisti che utilizza gli strumenti delle scienze del comportamento per favorire cambiamenti con un impatto positivo sulla società. Il suo lavoro comprende, tra gli altri ambiti, sostenibilità e ambiente, educazione e cultura, Terzo Settore e interventi rivolti alle comunità.

Abbiamo scelto di mantenere questo contributo nel nostro archivio perché racconta un incontro tra competenze differenti e una convinzione che continua ad accompagnare il lavoro di Villaggio Saggio: i cambiamenti collettivi nascono anche dalla capacità di comprendere meglio le nostre decisioni quotidiane.

È una collaborazione che ricordiamo con piacere e un dialogo che ci piacerebbe tornare ad alimentare.