L’Amazzonia, una salvietta alla volta
Un articolo realizzato in collaborazione con aBetterPlace
Dall’archivio delle collaborazioni di Villaggio Saggio
Questo articolo nasce dalla collaborazione editoriale tra Villaggio Saggio e aBetterPlace, realtà che applica le scienze comportamentali e il nudging per aiutare persone, organizzazioni e comunità a prendere decisioni migliori.
Abbiamo scelto di conservarne il taglio e lo stile originali perché racconta, attraverso un gesto quotidiano apparentemente insignificante, una questione ancora molto attuale: quanto può incidere il modo in cui viene progettato un ambiente sulle nostre scelte?
È la stessa domanda che attraversa anche l’altro contributo realizzato con aBetterPlace, dedicato al rapporto tra riciclo della plastica e trasporto pubblico.
Quanta carta consumiamo?
La speranza che il passaggio al digitale avrebbe ridotto drasticamente l’utilizzo della carta ha accompagnato per molto tempo il processo di digitalizzazione. Eppure la carta continua a essere una presenza importante nella nostra vita quotidiana.
Il suo utilizzo offre enormi benefici alla società e rimane essenziale in numerosi contesti, da quello scolastico a quello lavorativo e sanitario. Allo stesso tempo, produzione e consumo comportano l’impiego di materie prime, acqua ed energia e rendono importante interrogarsi anche sugli utilizzi evitabili.
Quando questo articolo fu pubblicato, nel 2021, i dati dell’Environmental Paper Network mostravano quanto il consumo globale di carta fosse cresciuto nei decenni precedenti e quanto fosse distribuito in maniera molto diversa tra le varie aree del mondo.
Ma accanto alle grandi quantità esiste anche una dimensione molto più piccola e quotidiana del problema.
Una salvietta è soltanto una salvietta?
Pensiamo ai bagni pubblici.
Dopo aver lavato le mani, capita spesso di prelevare immediatamente una o più salviette dal dispenser, magari prima ancora di aver eliminato l’acqua in eccesso dalle mani. È un gesto veloce, quasi automatico.
Talvolta vengono estratti più fogli di quanti siano realmente necessari e alcune salviette finiscono nel cestino ancora parzialmente asciutte.
La domanda diventa allora interessante: come possiamo intervenire su un comportamento così piccolo, abituale e apparentemente irrilevante?
Per comprenderlo possiamo osservare ciò che ci raccontano le scienze comportamentali.
Il comportamento spiegato dalla Behavioral Economics
Daniel Kahneman ha mostrato quanto le nostre decisioni siano influenzate da processi automatici, scorciatoie cognitive ed errori sistematici di giudizio.
Nel modello reso celebre dal suo lavoro, possiamo distinguere un Sistema 1, rapido, intuitivo e automatico, e un Sistema 2, più lento, riflessivo e deliberato.
Il gesto con cui prendiamo una salvietta dal dispenser appartiene facilmente alla prima categoria. Non ci fermiamo ogni volta a calcolare quanti fogli siano realmente necessari: compiamo un’azione abituale mentre la nostra attenzione è rivolta altrove.
Anche il contesto nel quale quella decisione viene presa può influenzarci.
Un dispenser pieno, per esempio, comunica implicitamente abbondanza. Una o due salviette possono sembrare una quantità trascurabile rispetto alla grande disponibilità che abbiamo davanti.
C’è poi un’altra difficoltà: il rapporto tra il nostro comportamento presente e le sue conseguenze future. Risparmiare oggi una singola salvietta produce un beneficio che appare piccolo, distante e difficilmente percepibile.
Come possiamo allora rendere quella conseguenza più vicina e comprensibile?
Il nudging a servizio dell’ambiente
Una delle applicazioni più interessanti delle scienze comportamentali consiste proprio nel modificare il contesto della scelta, lasciando alle persone piena libertà di decidere.
Un esempio diventato particolarmente efficace dal punto di vista comunicativo utilizza il dispenser stesso.
Sulla sua superficie viene rappresentata la sagoma del Sud America e la parte trasparente permette di vedere le salviette verdi presenti all’interno. Mano a mano che la carta viene consumata, anche l’area verde visibile nella sagoma si riduce.
Il gesto cambia improvvisamente significato.
Prelevare una salvietta non è più soltanto un’azione automatica: davanti agli occhi compare una rappresentazione immediata delle possibili conseguenze legate al consumo delle risorse.
Quello che normalmente rimane lontano e astratto entra così nel momento stesso della decisione.
Rendere visibile una conseguenza può cambiare il modo in cui percepiamo una scelta.
Questo è uno dei principi interessanti del nudging: intervenire sull’ambiente nel quale decidiamo affinché alcune informazioni diventino più immediate, comprensibili e rilevanti.
Non occorre imporre un comportamento. La possibilità di prendere altre salviette rimane intatta. Cambia però il contesto nel quale quella decisione viene presa.
Ed è proprio questo piccolo spostamento di prospettiva a rendere interessante l’esempio.
Le piccole decisioni costruiscono comportamenti collettivi
Una salvietta di carta può sembrare una questione trascurabile rispetto alla dimensione delle sfide ambientali. Ma osservare questi piccoli comportamenti ci permette di comprendere qualcosa di più ampio.
Le nostre scelte quotidiane non dipendono soltanto dalle intenzioni. Dipendono anche dagli spazi, dagli oggetti, dalle informazioni che riceviamo e dal modo in cui le alternative vengono presentate.
Progettare meglio questi contesti significa quindi rendere più semplice assumere comportamenti coerenti con gli obiettivi che una comunità si propone.
È questa prospettiva che rende ancora interessante, a distanza di anni, il contributo portato da aBetterPlace sulle pagine di Villaggio Saggio.
Villaggio Saggio × aBetterPlace
Questo articolo è uno dei contributi nati dalla collaborazione tra aBetterPlace e Villaggio Saggio.
aBetterPlace è oggi una Società Benefit e una rete di professionisti che applica le scienze del comportamento e il nudging in organizzazioni, istituzioni e comunità, lavorando anche negli ambiti della sostenibilità e dell’ambiente, dell’educazione e del Terzo Settore.
Abbiamo scelto di conservare questi articoli perché testimoniano un incontro tra competenze differenti che continua ad avere molto da dire: comprendere come prendiamo le nostre decisioni può aiutarci anche a progettare comunità, servizi e ambienti capaci di accompagnare cambiamenti positivi.
È una collaborazione che ricordiamo con piacere e un dialogo che ci piacerebbe tornare ad alimentare.
Contenuto originale pubblicato nel gennaio 2021. Revisione editoriale agosto 2026.
Tipo: BlogPosting
Autore: aBetterPlace
Publisher: Villaggio Saggio
Data pubblicazione: 21 gennaio 2021
Data modifica: 13 agosto 2026



[…] articolo fa parte dei contributi nati dalla collaborazione tra aBetterPlace e Villaggio […]